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In risposta al questionario
per la visita pastorale, il parroco don Picena scriveva nel 1920: « Vero
oratorio femminile e maschile non esiste: però le ragazze nelle ore dopo
il Vespro festivo si raccolgono di consueto nell'asilo con la signora
Maestra; i ragazzi, buona parte, si raccolgono dal parroco che di regola
li conduce a spasso.
A lo scopo fundando oratorio con i teatri si è raccolta la somma di
L. 15 mila, posta su libretto postale a fruttare per epoca migliore a
far qualche cosa per questo oratorio ».
Don Picena morì però senza veder realizzato questo suo desiderio. Il suo
successore don Prandi, trovò un ambiente più favorevole e altri fondi.
Nel diario parrocchiale poteva così scrivere:
— Ricreatorio Don Bosco. In agosto (1929), e cioè nell'ultima domenica di
detto mese alla presenza delle autorità, dei villeggianti e dell'intera
popolazione si pose la prima pietra del salone ricreatorio di D. Bosco,
con discorsi del parroco e del Podestà Cav. Rossi.
Il disegno è del geometra Rinaldi e il lavoro fu aggiudicato al capomastro
Desiderio Ranisi di Gignese, che ne incominciò i lavori coi primi di
marzo dell'anno 1930.
In agosto, in occasione delle feste per il 25° del trasporto dell'urna di
S. Desiderio per le vie del paese, il vescovo Castelli viene a Gignese:
— Benedizione del grandioso salone del ricreatorio fatta dal Vescovo in
detto salone, ancora greggio fu allestito un grandioso banco di
beneficenza... Nello stesso anno 1930, in novembre, il salone del
Ricreatorio era ultimato in ogni sua parte, e fu solennemente inaugurato
con discorsi del parroco e del Podestà e con distribuzione di biscottini
di Novara a tutta la gente che gremiva il salone. Si crearono due
compagnie di filodrammatici che diretti dal parroco debuttarono molto
bene sul palcoscenico quasi ad ogni mese, e coi giovani si fecero avanti
anche le ragazze dirette dalle R.R. Suore dello asilo. Per
interessamento del parroco che si portò personalmente a Firenze, ottenne
dal comm. Alfredo Zanone una macchina cinematografica nuova di marca
americana, e con la quale si ebbe a Gignese anche il cinema.
Dopo la morte di d. Prandi, l'avvento della televisione spegne gli
entusiasmi; don Jelmoli annotava brevemente: « Esiste l'Oratorio
Maschile e quello Femminile: il primo assistito dal parroco, il secondo
dalla Sig.na Insegnante dello Asilo e funzionano bene e promettono di
funzionare ancora meglio ».
Nei primi anni di reggenza" di don Benvenuto ci fu un rifiorire di
attività: la nuova Banda Musicale la Schola Cantorum, la Filodrammatica,
il Cinema. I loro indimenticabili artefici ci han già lasciato: il
Natale, il Pasquale, il Cardani, il Viotto..
Cambiano i tempi: i giovani cercano altre distrazioni, rese possibili da
un maggior benessere dalla diffusa motorizzazione. Sul campo, che ha
conosciuto inesauste partite di pallone, l'erba cresce alta; gli scenari
del palco caduti a brandelli: ristagna un'aria di chiuso; il ricreatorio
mostra impietosamente l'abbandono e i suoi anni:
« Le cose tutte quante hanno lor morte... ». |