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è stata modificata Domenica, 11 Gennaio |
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| NOTIZIE |
| LA VOCE DELLA PARROCCHIA
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| _________________PREGHIERA__________________
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O Dio, Padre di Gesù,
fonte di ogni cosa buona, |
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I 50
anni del Ricreatorio --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- |
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In risposta al questionario
per la visita pastorale, il parroco don Picena scriveva nel 1920: « Vero
oratorio femminile e maschile non esiste: però le ragazze nelle ore dopo
il Vespro festivo si raccolgono di consueto nell'asilo con la signora
Maestra; i ragazzi, buona parte, si raccolgono dal parroco che di regola
li conduce a spasso. |
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Don Mazzi |
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Salone straripante di pubblico a Gignese, sabato 30 agosto, per l’incontro con don Antonio Mazzi. Presenti stampa e TV locali, diverse persone hanno potuto vedere e ascoltare il sacerdote dalle finestre aperte sullo spiazzo antistante l’oratorio. Un incontro iniziato già con l’omelia della S. Messa celebrata poco prima nella parrocchiale. Commentando il Vangelo, don Mazzi diceva: «Pagine difficili, queste, perché il Dio di Gesù non è il Dio onnipotente del Vecchio Testamento, ma un Padre che partecipa ad una umanità di dolore e di morte». Gli faceva eco don Giorgio: «Molti definiscono don Mazzi un prete scomodo; ma scomodo è il Vangelo, a leggerlo bene». Sì, perché «andare in chiesa è una cosa, essere cristiani è un’altra». E così, nel successivo incontro, don Mazzi è partito proprio da una rilettura del Vangelo, dalla parabola del figliol prodigo, per affermare che solo l’amore può compiere il miracolo di un cambiamento di mentalità e di vita. Ha quindi ricordato la sua esperienza personale. In terza media era stato bocciato per cattiva condotta, e la maestra aveva detto a sua madre: «Suo figlio è irrecuperabile!». Questa condanna senza appello aveva sconvolto il giovane fino a fargli meditare il suicidio. Aveva poi cambiato paese, per arrivare alla Città dei ragazzi di Ferrara. Qui l’incontro con Romano, il ragazzino oggetto di ripetute violenze familiari, a cui aveva infine reagito con una coltellata. Per “recuperare” Romano, don Mazzi recuperò se stesso facendosi prete. Ha poi raccontato l’esperienza tragica e terribile di un viaggio in Brasile, in una realtà di violenza e di degrado tale da scoraggiare chiunque. Ma anche là c’è un sacerdote che opera nella carità, perché crede che «nessuno è irrecuperabile». Si cita sempre il detto che la mela marcia fa marcire tutte le altre, in quanto pensiamo che il male sia più forte del bene. Solo con un capovolgimento di mentalità e di comportamento possiamo smentire questo pregiudizio. Un messaggio di speranza, dunque. Ma non di facile ottimismo. Don Mazzi ha insistito sulla responsabilità dei genitori nell’educare i figli, e di una loro debolezza nel soddisfare ogni capriccio degli adolescenti. Conciliare l’amore con il rigore è la scommessa per una crescita responsabile e morale.
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