Presentato a Milano
              il Museo dell’ombrello di Gignese
         
                                     " Genesium anno 1987 "

 

II rinnovato Museo dell' ombrello e del parasole, che sorge a Gignese sopra Stresa, è stato presentato al pubblico e alla stampa il 18 maggio, ore 11, presso il Circolo della Stampa di Milano. Si tratta di un museo unico al mondo, il cui primo allestimento risale al 1939 - i tempi del famoso ombrello di Chamberlain - a opera di Igino Ambrosini, che lo dedicò ai genitori e a tutta la sua famiglia di vecchi ombrellai.
Una sede più appropriata fu costruita negli anni '70, con un allestimento che ora, obbedendo a criteri scientifici di classificazione, di ordinamento e in particolare di protezione dalla luce del sole e dalla polvere - gli acerrimi nemici dei tessuti - è stato completamente rinnovato. Hanno concorso a questa operazione la Regione Piemonte, il Comune di Gignese e la Associazione.
Perché Gignese? Per una strana combinazione, Gignese e altri paesi delle pendici del Mottarone sono la patria dell'ombrello italiano. Forse vi hanno concorso ambulanti francesi, capitati da quelle parti per vendere i primi preziosi ombrelli. Certo è che a Gignese si creò subito una tradizione, anzi una scuola che portò gli ambulanti a divenire artigiani con bottega, e poi anche negozianti, emigrati in tutta Italia. La loro è storia di attività accanita e dignitosa, di sacrifici e infine di successi, dovuti a una tecnica man mano affinata, fino a produrre oggetti di altissimo livello artigianale. Una esemplare storia italiana. Le vetrine del Museo presentano gli esemplari più importanti che, a partire dagli ultimi decenni del 700, seguono l'evoluzione del costume fino ai nostri giorni. Si possono infatti esaminare i materiali d'uso (da quelli storici ai più recenti: trine, sete, taffetàs, cotone, materiali sintetici), le trasformazioni delle strutture (dalle stecche e fusti ricavati dai denti di balena fino a quelli metallici), i mutamenti delle dimensioni (dai parasole ai veri parapioggia). Si può seguire l'evoluzione delle decorazioni (nelle «cupole» si trovano talvolta persino ricami a mano), anche nelle impugnature, dal legno intagliato (una impugnatura presenta addirittura la fiaccola della statua della Libertà americana) alla madreperla, all'osso, all'argento, allo smalto dipinto a mano. Si ha così lo specchio del gusto delle varie epoche e, in senso lato, della cultura in evoluzione.
Al piano superiore l'ombrello è collocato nella sua storia, che risale alla civiltà cinese e genericamente orientale e passa dalla Grecia e da Roma. E' documentato anche come soggetto d'arte: sono infetti presentate riproduzioni di opere pittoriche ove compare l'ombrello. E come uno dei protagonisti della moda (figurini, anche a colori, dj preziosa fattura). Più sentimentali i settori che allineano vecchie foto dei «pionieri» e delle loro famiglie e dei loro primi negozi. Non mancano documenti come fatture (le Ditte amavano decorarle con gusto) e ritagli di stampa e di pubblicità. E un vocabolario, quello delle 400 parole di «tarusc», l'incomprensibile gergo degli ombrellai. Sono raccolti anche gli strumenti di lavoro in una ideale ricostruzione di povera bottega. Sono presenti alcune «barselle», specie di gerle di cuoio che gli ambulanti portavano a spalla e contenevano ombrelli e pezzi di ricambio.
La presentazione a Milano ha lo scopo di celebrare un passato e di far conoscere a tutti un Museo che ne ospita i documenti, spesso rarissimi; una celebrazione di quello che eravamo, quando le industrie non erano ancora nate.

Museo Dell'ombrello                                                                                                                          Bruna Giop

 

 

AL   TARUSC   DAL LUSCIAT
( il gergo dell'ombrellaio )
par chi ag guzza bià i lusc a ga stansiasfi al tarusc.

DIZIONARIO TARUSC  -  ITALIANO

 
Al me tona (brigai)
io

al to tona (brigai)
tu

al so tono (brigai)
lui

al priimm dal lungon
Capodanno

arbig
asino

armena
carità

arconimenta
abito

armonau
accattone

artusc
mestiere

bacan
non ombrellaio

baieta
soldato

balmella
negozio

balosegna
giornata

bals
setaccio

balsé
setacciaio

barusciat
cappellaio

bargella
cassetta da ombrellaio

barusc
cappello

batagin
orologio

battent
ora

bazef
abbondante

baziful
diavolo

bef
sedere

bernarda
serva

bergna
denaro

bia chela
barbiere

bià
fare

biasina '
sarto

biosma
fiera-mercato

birlon
robusto

biron
zoticone

bleuna
vacca

braghina
svizzero

brisoltl
ricco

brunner
sera

boli
paese

bulla dal tor
Torino

bulla
prima vendita

bulla
città

bulla dal zurla
Roma

burel
soldi

burel
soldo

burllin
bocce

buruc
agnello

bureg
fagioli

buscali
camerino

busera
osteria

busch
no

buse
oste

bredul
freddo

brucheja
francese l

brusapignat
cuoco

catana
cascina

camuscia
prigione

caramlà
cantare

cario quint
firma

caravaita
girovago

carscian
Milano

casacca
re - capo

caschi
peto

caser di bull
sindaco

caser di caser
re

casacchin
principe

caser
padrone

caser di rnanij
sindaco

caser di zurla
papa

causa
rubare

ciaris
vino bianco

ciosma
febbre

ciospa
vecchia-madre

ciosp
vecchio

elusa
capra

cheja
barba

cheifan
accorto; furbo - baffo

cobi (cubi)
letto

colubiin
caffè

cotizà
sistemare

cravisna
sigaro

crena
credito

crispin
ventaglio

crugia
casa

crugin '
casino

cubia
dormire

da lovigh
lontano

daisé; dinsé
prezzo

dal so tona (brigai)
suo
dal me tona (brigai) 
mìo

dal to tona (brigai)
tuo

dencion
avvocato

deurbi
vecchio

do pai
otto (8)

do trent
sei (6)

disbalura
discorso; dozzina

deurbi'a
vecchia

disbalà
dire

dujò
litro

elban
uovo

feier
fuoco

ferie
mantello

fica
andare

fil fer
grappa

frisa
paglia

gaion
uomo

galup
garzone

garbia
uva

garbusc
cesto

garbusat
cestaio

garbuscia
cesta lunga per paraseli

gebul
cavallo

gerb
pane

gervasà
rubare

ghinella
giacca

ghena
fame

ghiringhela
morrà

gialdin
marengo

giumel
fratello

giumela
sorella

guata
tasca

gnazi
membro

gnufela
ragazza

gnufel
ragazzo

grapela
mancia, mano

grapel
mani

grià
fregare - imbrogliare

grinta
faccia

grisa
morte

ghisalba-grisalba
birbo

guzzà
piacere - piantare

imbruna
notte

incalmì
capire

incalmon
guadagno

inforna
inserire

intrucà
appestato

in fund al pian
spiantato scadente

lafa
mercé

lapa
lingua

lapin
cucchiaio

lavartene
schiaffo ;

lavagion ;
lago

legar
fieno

lezar
capelli

liguscia
carabiniere

lirba
stereo

lofi
brutto - goffo

lorgna
vino

luci
piangere

liungon
anno

lungiisch
anni

luscà . ;
vedere

lùscia
ombrello, acqua

luscià
piovere

luscin
ombrellino

lasciai
ombrellaio

lusnei
occhi

liisusa
mattina

lustar
nuovo

luzon
fannullone

mager
bello, buono

magiiilera
stalla

manìa
moglie - donna

maga
pentola

magiola
mucca

magiunrench
capo

marèta
lite; guerra -

marisca
morosa

marisch
moroso

marisca (maruscà)
amoreggiare

mazucà
sposato

menacua
pesce

menta
squaldrina

milk
latte

milkesa
cagliata


 
mina
metà

mina rusin
dieci (10)

minaja
poco capace

minin
bacio

minù
uomo (randello?)

merguzzeu
Mottarone

mocul
naso

niolina
farina

monel
ladro

merchi
mangiare

morsell
pulci

morsellat
accattone

munscénder
odore

muntris :
sole

murigin
topo

muss
gatto

musa
minestra

na dal bef
fallire

nosucc
olio

painac
trasandato

pajerinn
seni

pala
quattro (4)

pala a trent
sette (7)

pala e sgriffia
nove (9)

passon
forestiero

paston
risotto

patafiet
biglietto

patin
letto

picinà ,
mangiare

piloz
carte da gioco

pilòsa
pesca

piloza (pilozza)
carta normale

piiiàgia
bottiglia

piola
sbornia

piolat
ubriacone

piscila
lira

proposi
guardia finanza

puciaca
farmacista

pugià
dare

purian
napoletano

rabatin
rivoltella

rajon
ombrello rotto

ramel
bastone

ranza
squaldrina

raspanta
gallina

rata
legna

rata magera
balena

ravaità
girare

rlbas
no, non

risiva
insalata

remul
cucchiaio

rochin
bastone

rondin
legno

rondell
mondo

rossin
marengo (20)

ruf
fuoco

rusc
lavoro

ruscà
lavorare

salvareggia
gobbo

santosa
chiesa

sapeta
micca

sapln
utensile

sbagin
ebreo

sbartiusa
morte

sbarlì; sbartì
morire

sbrugnà
rotto - rompere
uccidere-suicidarsi

sbrugnabachegn
medico

sbrugnavasciag
salumiere

scabià
bere

scabi
bevanda

scacià
perdere

scarbuncin
segretario

scargà
andarsene

scarpaniài
levatrice

scàtel
ormone

sciarbotul
scarpe

sgarbotu


schià
pagare

sciavaton
scudo

sciavat
cinque(5)

sciavin
bacio

sciozz
gambe-cosce

sciucheta
testa

sciuvera
barsella

sciuvreau-scivrò
bicchiere







 

sciuvròla
bottiglia

sciuchiton
testone-tedesco

sfi
qui

sforzosa
aceto

sgaiuosa
fama

sgheusa
fame

sgurà
vendere

sgrifia
(5) mano

sgrifia ad rusit
cento (100)

silvester
due (2)

siur togn
soprabito

slandrina
camicia

slofia
paura

sluscià
piovere-orinare

smessar
coltello

sminà
rimetterci

smorfia
viso-faccia

sofà
merce

spatinà
giocare

spunton
uno(1)

squadràs
confessarsi

squita
paura

s'sciunà
dare-(piantare?)

stafel
formaggio

stanscià
stare

storta
chiave

strausciugn
calzoni

stringon
carabiniere

strozzabich
avvocato

tabùi
cane

tamacul
stupido

tafiòla
castagna

tamegn
bello-buono

tanajn
rosario-grappa

talentà
piacere

tapà
parlare

tapà ribas
tacere

tarèf
malato

tartì
defecare

tarusc
gergo ombrellaio

tartiful
stupido

tarunà
parlare

tèfia
incinta

tèbas
pidocchio

tiranton
chilogrammo

tornella
polenta

tovaià
andarsene

tramià-tramlà
tagliare

tramlura
pietanza

trampul
salame

traunà
chiudere

travunà
chiudere a chiave

trent
tre(3) forchetta

trilla
barsella

vana
sterco

varlèr
busse

varnera
carne

vasciag
maiale

vasciaga
sgualdrina

verr
capretto

vol
si

vuncin
burro

zufà
prendere-rubare

zufai
prendere botte

zurla
prete

 

                frasi


La repenta ha biò l'elban in su la frisa.
La gallina ha fatto l'uovo sulla paglia

Al lusciat caravaita a gria i lusc.
L'ombrellaio ambulante ripara le ombrelle.

La ciospa a disbala al tinajin int la santusa
La mamma ha detto le preghiere ( il rosario ) in chiesa.

La me giumela a ga stansciaun minù mager ca scabia ma rusca ribas.
Mia sorella ha un fidanzato che è un uomo bello e in gamba che beve ma lavorare niente.

Al me togna ag guzza scabià un sciuvreu d'iorgna mager bijà cum garbia e ribas luscia.