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Nel
corso degli anni il gruppo, che vanta numerose
esibizioni in Italia e all'estero oltre che la presenza
in trasmissioni televisive nazionali,
ha sempre più
approfondito il
recupero degli antichi canti della zona e nelle sue
esibizioni
pubbliche racconta attraverso balli e scenette
in costume "le tradizioni di un tempo, legate alla vita
in montagna". Il gruppo utilizza costumi e attrezzi
originali. A differenza di molti altri gruppi
folkloristici di recente costituzione, il gruppo di
Sovazza ha la fortuna di essere nato in un periodo dove
erano ancora fortemente presenti sia nella memoria, sia
tangibilmente in tutte le famiglie, i costumi tipici
veri, usati dalla gente comune nel
secolo precedente ma in alcuni
casi abbandonati da poco o ancora usati. Oggi gli
abiti sono una parte importante di ogni esibizione del
gruppo folkloristico "Mottarone". Particolarmente belli
e suggestivi sono quelli femminili. Le donne vestono
abiti con gonne multicolori a pieghe, corpetto guarnito
di pizzi, grembiule finemente ricamato, fazzoletti e
scialli di lana variopinti; la sottogonna di tela bianca
nasconde mutandoni, entrambi sono guarniti con bordi di
pizzo; calze bianche e scarpe ornate da palline di lana
in tinta con l'abito. L'acconciatura di
spilloni
d'argento completa l'abbigliamento
insieme a gioielli antichi. A tal proposito un discorso
a parte merita la pettinatura delle donne. Numerosi
spilloni d'argento sono ordinati in un'elaborata
acconciatura che raccoglie e intreccia i lunghi capelli.
Nel passato tale pettinatura, fatta per giorni di festa,
veniva mantenuta a lungo, dato il procedimento complesso
e i tempi per la realizzazione. Questo particolare modo
di raccogliere i capelli, unico nella zona, è oggi
tramandato alle generazioni future, mantenendo viva una
caratteristica così importante del costume sovazzese.
Per quanto riguarda le rappresentazioni del gruppo nelle
uscite le donne portano cesti d'erica e fiori di
montagna "rocch" e fusi di lana e di canapa, ricami,
aghi per sferruzzare, calze e "scalfit" ed altri
attrezzi tipici delle occupazioni femminili di un tempo.
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Da sempre una
donna del gruppo porta sulle spalle un
gerlo, cui è legata con nastri la "cuna";
questa è preparata alla maniera tipica
alpigiana, col bambino legato dalla
"strierà", riparato dal "cierc" col velo
bianco e coperto dalla "dubbieta". Il
materasso gonfio di foglie è il
"bisachin".
Alla culla,
intagliata in legno, è legata una delle
scene più tipiche del Gruppo: attorniata da
tutta la famiglia, una donna che rappresenta
la mamma sì siede accanto alla culla,
dondolandola
canta la
ninna nanna al suo bambino raccontandogli
"del lavoro nei campi, del papa alpino,
della vita dell'Alpe, degli uccellini
che cantando allegramente
risvegliano a mattino" facendolo così
addormentare "dolcemente". Gli uomini invece
indossano calzoni e gilet in fustagno
marrone e una camicia bianca con al collo un
piccolo foulard rosso, così come rossa è la
fascia che viene avvolta sui fianchi. In
testa portano un cappello a larghe falde in
feltro verde scuro. Durante le esibizioni
gli uomini portano i tipici arnesi
utilizzati per la mungitura e la
burrificazione del latte o quelli per il
lavoro di agricoltore nei pascoli di alta
montagna: zangole, "coppi", "culovar", con
la "braga" per colare il latte, sgabelli per
la mungitura, "scagn". La "spega" per
battere le castagne, il correggiato fatto di
"brunz", "ciocc e ciucugn" e le lanterne di
solito portate dai "piccoli uomini" del
gruppo. Bambini e ragazzi sono, infatti,
parte attiva delle esibizioni. I canti sono
montanari alcuni autentici in dialetto
sovazzese, altri fanno parte del patrimonio
popolare più conosciuto. Le danze,
ricostruite quali interpretazioni dei
momenti di festa e di lavoro, sono
coreograficamente arricchite dall'utilizzo
degli strumenti e degli accessori tipici
quali la "roca", "l'umbrela", "al sciai",
"al vai" e la "spega". Il suono della
fisarmonica accompagna ogni momento
dell'esibizione. Il Gruppo esegue, al suono
della fisarmonica e di altri strumenti
tipici, autentici canti montanari e balli
fedelmente ricostruiti e ripropone, in
sfilata o da fermo, un programma che riporta
indietro nel tempo. A Sovazza è stato
allestito anche un piccolo museo con
attrezzi, mobili, oggetti e costumi. |

Giuliana Zolla
- Presidente del gruppo - |
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