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Gruppo folkloristico Mottarone " avv. Fiorito "

Sovazza Armeno  - Novara - Snowing

                       
Avvocato Fiorito

Storia del Gruppo

Le Donne

La Pettinatura

Gli Uomini

I Bambini

La Cuna

La Ninna Nanna

Le Esibizioni

La Sfilata

Il gruppo e gli alpini

I Musici

Antichi mestieri e
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Sovazza


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Sul gagliardetto d’ogni Gruppo Folkloristico si può scorgere conclamata una realtà: il sapore del tempo e la fragranza della vita. Non c’è pubblicità organizzata che valga quanto l’amore alla propria terra facendosene cultori appassionati, presentandola con il garbo e la genialità di chi sa coglierne le bellezze naturali, gli usi, le tradizioni, la fede, il lavoro come perenni “novità”.

                                                                                                                                                                                        Fr. Giuseppe Maestri

Nel 1942 fu realizzato il film "La maestrina" per la regia di Giorgio Bianchi, interpretato dalla "diva" Maria Denis, tratto dall'omonima opera piece di Dario Nicodemi. Il film (che tra l'altro vede l'esordio dell' attrice Giovanna Ralli nel ruolo di una scolaretta), come ricorda il critico Paolo Mereghetti è "uno spaccato di provincia" e fu girato nel Cusio. Alle riprese parteciparono La locandina del film


diverse comparse locali e vi fu anche il coinvolgimento del gruppo folkloristico di Sovazza di Armeno, nato pochi anni prima. Una delle scene del film più caratteristiche fu quella del "matrimonio dei pastori" girata sul sagrato della chiesa del Sacro Monte di Orta, scena che ebbe al centro dell'azione il gruppo di figuranti sovazzese. L'associazione folclorica nasce nel 1936 per iniziativa dell'avvocato Prospero Fiorito, originario di Sovazza ed oggi è a lui intitolata. Il nome completo
dell'associazione è, infatti, Gruppo Folkloristico Mottarone "Avvocato Fiorito" con sede ad Armeno nella frazione di Sovazza. Nel corso degli anni il gruppo, che vanta numerose esibizioni in Italia e all'estero oltre che la presenza in trasmissioni televisive nazionali, ha sempre più approfondito il recupero degli antichi canti della zona e nelle sue esibizioni pubbliche racconta attraverso balli e scenette in costume "le tradizioni di un tempo, legate alla vita in montagna". Il gruppo utilizza costumi e attrezzi originali. A differenza di molti altri gruppi folkloristici di recente costituzione, il gruppo di Sovazza ha la fortuna di essere nato in un periodo dove erano ancora fortemente presenti sia nella memoria, sia tangibilmente in tutte le famiglie, i costumi tipici veri, usati dalla gente comune nel secolo precedente ma in alcuni casi abbandonati da poco o ancora usati. Oggi gli abiti sono una parte importante di ogni esibizione del gruppo folkloristico "Mottarone". Particolarmente belli e suggestivi sono quelli femminili. Le donne vestono abiti con gonne multicolori a pieghe, corpetto guarnito di pizzi, grembiule finemente ricamato, fazzoletti e scialli di lana variopinti; la sottogonna di tela bianca nasconde mutandoni, entrambi sono guarniti con bordi di pizzo; calze bianche e scarpe ornate da palline di lana in tinta con l'abito. L'acconciatura di spilloni d'argento completa l'abbigliamento insieme a gioielli antichi. A tal proposito un discorso a parte merita la pettinatura delle donne. Numerosi spilloni d'argento sono ordinati in un'elaborata acconciatura che raccoglie e intreccia i lunghi capelli. Nel passato tale pettinatura, fatta per giorni di festa, veniva mantenuta a lungo, dato il procedimento complesso e i tempi per la realizzazione. Questo particolare modo di raccogliere i capelli, unico nella zona, è oggi tramandato alle generazioni future, mantenendo viva una caratteristica così importante del costume sovazzese. Per quanto riguarda le rappresentazioni del gruppo nelle uscite le donne portano cesti d'erica e fiori di montagna "rocch" e fusi di lana e di canapa, ricami, aghi per sferruzzare, calze e "scalfit" ed altri attrezzi tipici delle occupazioni femminili di un tempo.


Da sempre una donna del gruppo porta sulle spalle un gerlo, cui è legata con nastri la "cuna"; questa è preparata alla maniera tipica alpigiana, col bambino legato dalla "strierà", riparato dal "cierc" col velo bianco e coperto dalla "dubbieta". Il materasso gonfio di foglie è il
"bisachin". Alla culla, intagliata in legno, è legata una delle scene più tipiche del Gruppo: attorniata da tutta la famiglia, una donna che rappresenta la mamma sì siede accanto alla culla, dondolandola canta la ninna nanna al suo bambino raccontandogli "del lavoro nei campi, del papa alpino, della vita dell'Alpe, degli uccellini che cantando allegramente risvegliano a mattino" facendolo così addormentare "dolcemente". Gli uomini invece indossano calzoni e gilet in fustagno marrone e una camicia bianca con al collo un piccolo foulard rosso, così come rossa è la fascia che viene avvolta sui fianchi. In testa portano un cappello a larghe falde in feltro verde scuro. Durante le esibizioni gli uomini portano i tipici arnesi utilizzati per la mungitura e la burrificazione del latte o quelli per il lavoro di agricoltore nei pascoli di alta montagna: zangole, "coppi", "culovar", con la "braga" per colare il latte, sgabelli per la mungitura, "scagn". La "spega" per battere le castagne, il correggiato fatto di "brunz", "ciocc e ciucugn" e le lanterne di solito portate dai "piccoli uomini" del gruppo. Bambini e ragazzi sono, infatti, parte attiva delle esibizioni. I canti sono montanari alcuni autentici in dialetto sovazzese, altri fanno parte del patrimonio popolare più conosciuto. Le danze, ricostruite quali interpretazioni dei momenti di festa e di lavoro, sono coreograficamente arricchite dall'utilizzo degli strumenti e degli accessori tipici quali la "roca", "l'umbrela", "al sciai", "al vai" e la "spega". Il suono della fisarmonica accompagna ogni momento dell'esibizione. Il Gruppo esegue, al suono della fisarmonica e di altri strumenti tipici, autentici canti montanari e balli fedelmente ricostruiti e ripropone, in sfilata o da fermo, un programma che riporta indietro nel tempo. A Sovazza è stato allestito anche un piccolo museo con attrezzi, mobili, oggetti e costumi.

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