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Gignese |
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I Gignesini sono |
A Sopra: un casale chiamato il " CREE " |
Chiesa patronale S. Maurizio |
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Panorami |
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Le acque potabili |
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La flora Ogni mese ha le sue fioriture tra cui principali le anemoni, i crochi, le genzianelle, i narcisi, le orchidee di monte, i mughetti, le arniche, i rododendri, le achillee, le genziane, le carline, le campanule, l'erica. Ed i suoi frutti, limitandosi a quelli non ortivi e coltivati, ciliegi di monte, mirtilli, more e lamponi e funghi, funghi... |
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La fauna |
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Alpinia |
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La geologia |
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Mottarone |
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Gignese a Canale 5 "Genesium anno 1988" Gignese diventa sempre di più importante come centro turistico; ha richiamato l'attenzione addirittura di una televisione privata, «canale 5», per la trasmissione di Tele-mike. Preparativi a non finire, sembrava che dovesse arrivare il personaggio numero uno dell'anno; e la novità naturalmente ha attirato molti curiosi i quali, per nulla impensieriti del freddo pungente, hanno trascorso ore e ore attorno alle grandi scene improvvisate per la circostanza. Tema principale non poteva essere che la caratteristica di Gignese, l'ombrello con il suo museo. Peccato che quella sera il cielo era nitido, ricco di una stellata favolosa; e allora, per facilitare la sfilata degli ombrelli, si è dovuto ricorrere alla pioggia artificiale. E tutto filò via liscio, con le sparute immagini trasmesse il giovedì sera nella sopracitata trasmissione. Due insignificanti intoppi, se così si possono dire: forse si è scambiato un normale parapioggia con un tipico parasole, che faceva parte del costume nei tempi passati, e si è soffermato l'occhio della telecamera sul tetto del museo, considerato per la sua forma una grande attrattiva di architettura locale. Per fortuna Gignese ha ben altre risorse di vera arte con i portali di alcune case, i balconi, la stessa viuzza denominata «la ruga di agnei» e, se proprio ci si vuoi fermare davanti al cemento armato, il ponte verso Sovazza, vera tecnica degli anni trenta. Quella sera delle riprese luminose ha avuto la sua fetta di gloria anche la Filodrammatica, inquadrata nel suo supèrbo saloncino, con un palcoscenico allestito per l'occasione della commedia «L'avvocato difensore» dall'amico Antonio Lovati con gusto e maestria. Ben venga la simpatica scena dei due «innamorati», un po' infreddoliti e con qualche spruzzo di pioggia artificiale di troppo. Chissà se la stessa scena fosse stata girata sotto il portichetto della casa Crée, magari lo sfondo sarebbe stato più ricco di locale folklore. Ma accontentiamoci di quello che è stato offerto al nostro simpatico paesino. «TI HO VISTO IN TV» Credo siano ben pochi i gignesini che, lavorando fuori paese, non si siano sentiti dire di recente: Giovedì 14 gennaio ho visto Gignese alla televisione! Che poi l'immagine offerta dal programma, nella sua brevità, sia stata di una banalità sconcertante, sembra interessare molto meno. L'incredibile potere di suggestione e di condizionamento del mezzo televisivo s'è rivelato nella sua capacità di coinvolgere in uno spettacolo di marionette un paese così individualista e refrattario ad ogni iniziativa come il nostro. Chi ha studiato la poesia barocca del Seicento ricorderà il poeta che celebrava lo stupore e la meraviglia come fine ultimo dell'arte, e della vita. Sono versi ritornati oggi d'attualità, in quest'epoca che giustamente alcuni studiosi hanno battezzato «neobarocca». Il culto dell'immagine e della messinscena appare oggi predominante. Mostrarsi equivale a esistere, poiché solo l'immagine ci sottrae all'emarginazione dell'anonimato, e il culto del corpo e della moda è la religione vincente. Coloro che non riescono a trattenersi dall'agitare le manine allorché vengono inquadrati dalle televisioni manifestano, concretamente questo bisogno di «esserci». Ho provato, per esperienza personale, un certo malessere allorché colleghi e conoscenti mi ripetevano, dopo un'involontaria apparizione televisiva: - Ti ho visto, ti ho visto!- Sono persone che mi vedono tutti i giorni, ma sembrava che solo quella sera m'avessero visto per la prima volta e che fosse quella sul video l'immagine più vera, indipendentemente da ciò che si dice o si fa. Così noi viviamo - non come qualcuno vuol farci credere, la libertà del telecomando - ma una videodipendenza che si traduce nella dilagante convinzione che solo ciò che appare sullo schermo sia vero e reale. In tal modo l'esperienza personale e la tradizione, se non sono funzionale allo «spettacolo» vengono irrìse o ignorate. Diventa allora sempre più difficile leggere il mondo con i nostri occhi, vedere il nostro paese, non con i dati della statistica - sempre più spopolato e più ricco-, ma con quelli della memoria e del cuore. V. G. |
| Carnevale 1979 Il Comitato organizzatore era, quest'anno, formato da Lorenzo Viotto, Bruno Schinella, Armando Molinari, Settimo Tabarini e dal maestro Tommaso Bossone. (Se l'edizione '79 passerà alla storia come la più riuscita degli ultimi anni, i complimenti vanno, in primo luogo, ad Attilio Cerutti, custode dell'ex fattoria Pedroni che, sull'esempio della nativa Oggebbio, si è dato molto da fare per allestire ben quattro carri, cui non eravamo più avvezzi. La Banda Musicale del Mottarone, risorta dalla fusione di vecchi e giovani amici di Gignese e di Armeno, ha portato la sua nota di festa ormai insostituibile. Dopo la sfilata delle maschere ci siamo tutti ritrovati sul piazzale delle scuole per la premiazione e la distribuzione di polenta e salamini con abbondanti libagioni. Hanno impersonificato il re e la regina l'intramontabile Settimo Tabarini e Lorenza Preti, figlia del taxista Titta. Domenica e martedì, venticinque e ventisette febbraio, 'Lem, Furia, Pinocchio e l'ultimo hippj, che parte per la guerra, partecipavano ai carnevali di Nebbiuno e di Armeno, clas-sificandosi, in quest'ultima esibizione, rispettivamente al terzo, al quinto e all'ottavo posto su dodici concorrenti. A GIGNESE Sabato 24 febbraio si è svolto il tradizionale « Carnevale gignesino ». E' stata una manifestazione degna di entrare negli annali dei più rinomati carnevali della zona. Infatti, sotto gli auspici di un sode splendido, alle ore 15 precise, ha avuto inizio la sfidata per le vie del paese : in prima fila il Corpo Musicale del Mottarone, seguito dalle colorate mascherine e dai carri allegorici (Pinocchio, Furia Picnic sulla luna e Ritorno della minigonna, quest'ultimo di Armeno). Al termine tutti i carri partecipanti sono stati premiati come pure le mascherine, alle quali è andato un premio singolo consistente in un sacchetto pieno di gustose caramelle, cioccolatini e brioss. Verso le ore 16, poi, tutti i partecipanti alla manifestazione hanno avuto modo di gustare l'ottima polenta e i salamini con la saporita « pucia », il tutto annaffiato da un Barbera di alcuni anni fa. Più che riuscita, quindi, la manifestazione e bravi gli organizzatori, ai quali vanno i nostri più fervidi e sinceri auguri di ben continuare. |
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I 50
anni del Ricreatorio |
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In risposta al questionario per la visita pastorale, il
parroco don Picena scriveva nel 1920: « Vero oratorio femminile e
maschile non esiste: però le ragazze nelle ore dopo il Vespro festivo si
raccolgono di consueto nell'asilo con la signora Maestra; i ragazzi,
buona parte, si raccolgono dal parroco che di regola li conduce a
spasso. |