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Gli Alpini di Gignese

In via Golf Panorama,nella sede degli Alpini,sulla parete a sinistra ?appeso un quadro donato dal compianto Derino Ranisi,che incornicia le fotografie di quelle "penne nere" di Gignese che al termine della guerra '15 - '18 fondarono il Gruppo.

guadro raffigurante primo gruppo alpini

parte quadro gruppo

Al centro l'allora capo-gruppo Angelo Molinari (detto Siso) e tutt'attorno quei bravi soldati che dopo sofferenze e sacrifici patiti al fronte,accomunati ai reduci di altre armi, con dedizione e fatica edificarono la Scuola Elementare, dedicandola ai compaesani lasciati in trincea: " Gignese ai suoi Prodi". In un primo tempo il Gruppo si un?a quello di Stresa (come lo testimonia un gagliardetto del 1923), poi aumentando il numero degli iscritti, si rese indipendente fino alla seconda guerra Mondiale.

gignese ai suoi prodi

scuole elementari piazza Marconi Gignese

Ci? che accadde durante l'ultimo grande conflitto, appartiene ormai alla Storia tuttavia v?ricordato che numerosi nostri Alpini, dopo l'8 Settembre '43, si rifugiarono in montagna per non assecondare le imposizioni del tedesco occupante. Cessata la bufera che aveva sconvolto il mondo,i Reduci,nonostante le infinite necessit?contingenti,si rimboccarono le maniche terminando al rustico il fabbricato del"Circolo Vittorio Veneto",quella sede degli Alpini e dei Combattenti che ancora attende una definitiva e decorosa ultimazione. Giunse anche il momento di ricostruire il Gruppo secondo le nuove direttive della Sede Nazionale;e il merito dell'operazione spetta in particolar modo al solerte Francesco Molinari,che incoraggiato dall'allora Presidente della Sezione Intra Achille Ranzoni, nel 1963 avvi?il Gruppo verso manifestazioni ed opere consone allo spirito e alla fratellanza alpina. alla presenza del S. Torelli,del Gen.Martinoia, del presidente di Sezione Ranzoni e del Cappellano Don Fiora, il 06.06.1963 avvenne la Solenne ricostituzione con:capo-gruppo Fernando Zanda, segretario Francesco Molinari, consiglieri Pier Giovanni Basalini, Attilio Ceschetti, Aldo Lilla (tessera ? 400).

antica foto raffigurante costruzione sede alpini

nuova sede

interno sede alpini

Seguirono varie manifestazioni di qui in sintesi: agosto '64, donazione di alcuni banchi all'Asilo; agosto '75, inaugurazione del monumento all'Alpino; luglio '76, festa in Pisciola con generosa offerta per i terremotati del Friuli; agosto '77, prima festa al Pia del Golf sul terreno generosamente offerto dal munifico Dott. Filiberti; agosto '81, donazione di un elettrocardiografo al'ambulatorio di Gignese; agosto '84 - giugno '85, gemellaggio con il Gruppo Croviana ( TN ); agosto '88, ricostruzione e inaugurazione di un locali in funzione di sede; agosto '90, al Pian del Golf viene sostituita la copertura del bar con un vero capanno; agosto '03 offerta per aiutare le popolazioni dell'Afganistan tramite i nostri Alpini che fanno parte dell'Operazione ISAF; aprile - maggio '06, completa sostituzione del tetto della sede.

monumento alpini presso piazzale Alpini d'Italia

bandiera sull'asta monumento

Delle sopracitate attivit?va ricordata particolarmente la significativa inaugurazione del Monumento all'Alpino, collocato prima dell'attuale sistemazione del piazzale " Alpini d'Italia ", di fronte al Cimitero su un terreno amichevolmente donato dalla carissima Marianna Allesina  (Marianin) a patto che al fianco dell'opera, a perenne sua tutela, fossero tumulati verticalmente: Giop e Zanda. L'infaticabile Giovanni Aceti  (Presidente della Sezione Combattenti) e il figlio Guglielmo s'incaricarono del trasporto e della posa del voluminoso masso proveniente dal monte; il volenteroso Battista Strola ci rimise mezzo piede; il bravo Fin pens? all'asta della bandiera, il Natale, il Giop. Il Van, il Ricci e tanti altri di cui ci scusiamo di non citare il nome si adoperarono alacremente affinch? il tutto riuscisse per il meglio. Infine Don Benvenuto Benedisse il Monumento. Anche la sede degli Alpini merita menzione; infatti allestita con cura da Antonio, Battista, Giovanni, Dante, Emilio, Mario, Giuseppe e Valeriano nell'agosto dell'88, alla presenza del Presidente di Sezione Comm. Antonio Cordero, della Contessa Pestalozza, sorella di un caduto sul Don che recava una teca contenente terra di Russia, veniva inaugurato un piccolo locale da cimeli riguardanti la storia e la vita alpina del Gruppo. Ogni anno dopo le cerimonie di rito con la S. Messa a ricordo dei morti, la deposizione di corone ai monumenti e la sfilata lungo le vie imbandierate del paese al suono dell'ormai affratellato "Corpo Musicale del Mottarone",si svolgono i festeggiamenti con cibi tipici e danze al Pian del Golf; luogo incantevole gentilmente messo a disposizione dalla prodiga Dott.ssa Giulia Filiberti.

gagliardetti nella sede

vecchio cappello alpino

urna contenente terra di Russia

Inoltre dalla festa del '90, per mantener fede alla promessa fatta al Natale, prima della sua dolorosa morte, la sera del venerd?della nostra Festa tre Alpini portano una fiaccola dal piazzale delle Scuole ( ora da qualche anno da Piazza Alpini d'Italia) fino alla Cappelletta dello Sciare. Tuttavia l'intero racconto pu?essere riassunto in due semplici parole: anima alpina. Anima alpina non vuol dire solo aver fatto il militare con un certo tipo di cappello in testa; anima alpina significa sentire e vivere qualit?antiche; il servizio della Patria comune; il senso del dovere e della solidariet? la capacit?di essere tanti senza mai diventare massa, il gusto di fare bene le cose difficili e poi sorriderne. Anima alpina vuol dire talvolta aver bevuto pi?del necessario la sera del sabato ( anche senza aver sete ) per poi presentarsi puntuali alla domenica per sfilare in perfetto ordine tutti uniti. E' il desiderio e il piacere di trovarsi insieme a quelli che si conoscono e a quelli che non si conoscono. Insieme tra uomini che anno sempre nel sangue la dignit?dei nostri monti e delle nostre valli, che conservano lo spirito di un mondo che non si esalta nella buona sorte, ma si abbatte in quella avversa; un mondo forse poco formalista, talvolta sbrigativo nei modi sul quale si pu?contare. Certo si pu?contare su quei " bocia " magari freschi di congedo, si pu?contare su quei "veci" che imprecano per quel ginocchio che ?meno articolato di venti, trent'anni fa....eppure  li si vede sfilare lo stesso: impettiti....al passo! L'Italia ha bisogno di gente cos? ecco l'efficacia della leva, ecco l'insegnamento della "santa naja".
                                                                                                                                                                            F.Z.

   
  IL CONSIGLIO  

Capo Gruppo  -  Rescalli Roberto

Segretario       - Tondina Valeriano

Consiglieri     -  Cerutti Franco, Basalini Antonio, Lanzarotti Sergio, Manni Giacomo ( Giovanni ),

                       Minola Emilio, Molinari Angelo, Strola Giuseppe.

 

   
 
Alpini una volta...
        
 
alpini una volta
alpini


...Alpini sempre!

       sempre
                                                                                                                      
 

                                                                  

L'estremo omaggio degli Alpini di Gignese al loro capogruppo

MAGG. FERNANDO ZANDA..........PRESENTE!
 

 Morto il 4 marzo nella sua casa di Milano l’arch. e Maggiore degli alpini Fernando Zanda. Era nato nel capoluogo lombardo il 17 luglio 1920, ed era molto legato e conosciuto a Gignese,dove trascorreva i periodi estivi.
Dolo la liturgia della parola svoltasi nella chiesa di S. Giovanni in Laterano a Milano nella mattina del 6 marzo, il feretro ha raggiunto la parrocchiale di Gignese.
La bara, posata a terra accanto al cero pasquale, era avvolta nella bandiera tricolore Savoia, con un cuscinetto dello stemma sabaudo in rose bianche e rosse. Ai lati erano schierati gli alpini di Gignese per rendere l’estremo saluto al loro capogruppo.
Il funerale si é svolto seguendo le disposizioni contenute nel testamento che l’arch. Zanda aveva scritto nel 1983. Sul feretro ? stato posato il cappello alpino, su un cuscino la medaglia d’argento e due di bronzo per meriti di guerra.
Il Corpo Musicale del Mottarone ha eseguito alcuni brani tra cui Stelutis alpinis, il canto preferito da Zanda, che ne ha voluto incidere un brano sulla tomba.
La chiesa era gremita di alpini, conoscenti e stimatori dello scomparso. All’omelia di don Giorgio, che ha ricordato la figura del defunto e i suoi accorati discorsi nella messa che si svolgeva in occasione della tradizionale Festa alpina, sono seguiti gli interventi del vicesindaco, Loredana Verbena, del nipote Roberto Rescalli e del capo Sezione di Intra, mentre Tomaso ha letto il testamento del nonno.
Portata a spalle dagli alpini, con l’accompagnamento della banda, la bara ?giunta al cimitero per le ultime preghiere e l’inumazione.
Al termine della cerimonia funebre, per assecondare le disposizioni testamentarie, una bicchierata nella sede degli ex-Combattenti e Gruppo Alpini in via Panorama.
Qualche lacrima e qualche nostalgia per una figura di rilievo che lascia un vuoto nella vita sociale del paese.
L’augurio di tutti ?che la sua testimonianza e il suo esempio non siano morti con lui. Come ebbe a scrivere: Amici, é più difficile essere galantuomini che eroi, perché eroi si può essere per pochi istanti di sublime ardimento, ma galantuomini bisogna esserlo per tutta la vita. Mai come in questo momento l’Italia avrebbe bisogno di tanti, tanti galantuomini?.
                                                                                                                                                                   
v.g.
 

L’arch. Zanda ha sempre ricordato, e si ?sempre ricordato di tutti noi, con sagge parole per i vivi o con uno scritto in memoria dei defunti, ed ora noi non possiamo non ricordare colui che in mille occasioni ci ha insegnato a “ricordare per essere ricordati”.
Uomo di grande cultura, di fede cristiana e civica, di forte spessore morale come mai ne abbiamo conosciuti, sempre coerente con le proprie idee, ha sempre fatto seguire i fatti alle parole, anzi ha agito sovente anche e soprattutto senza parlare.
Al nostro Gignese ha dato molto, sempre presente nei momenti importanti o di aggregazione, ha fatto un punto di forza la manifestazione del IV novembre e la festa estiva degli alpini , per lui scadenze fisse ed improrogabili, anche quando l’anniversario della Vittoria venne cancellato dalle festività nazionali.
Auspichiamo veramente che il nipote Roberto, il figlio Federico, con altri volonterosi, raccolgano l’eredità fortemente voluta e perseguita per anni dal loro caro congiunto per la continuità di queste importanti tradizioni per il Paese, affinche non cadano nel vuoto le ultime sane commemorazioni nazionali e patriottiche nel ricordo di coloro che sono morti per donarci la libertà
Abbiamo ascoltato attentamente le sue disposizioni testamentarie, lo abbiamo seguito nell’ultimo viaggio verso Pr?ian, portato a spalle dai suoi alpini, ma non abbiamo rispettato a fondo le sue ultime volontà
Anzichè unirci al brindisi alpino alla casa dei combattenti, Massimo ed io siamo saliti alla cappelletta dello Sciar? a lui tanto cara, per accendere un cero alla Madonna della Salette, che da lassù veglia il paese ed il camposanto.
La serata era sgombra di nubi, ma il paese ed il cimitero si intravvedevano appena. L’architetto esorterebbe al taglio di quelle piante, affinchè la Madonnina possa meglio vegliare su di noi e su di lui, e quindi ...chi può fare ...faccia!
Ci mancheranno i suoi consigli, i suoi insegnamenti, le sue lezioni di vita, ci mancheranno i suoi sermoni o i suoi rimbrotti, ci mancheranno le sue ballate natalizie, nelle quali ci invitava:
                                                             “Arrestati un poco a pensare/che basta un nonnulla alla vita,
                                                                per farti di dentro mutare/per dirti:…..la storia e’ finita.
                                                                 Se vuoi che ancora il Natale,/sia fonte di intimo amore
                                                                   tralascia l’affanno diuturno/ritorna bambino nel cuore.”
In un articolo che scrisse alcuni anni or sono,”Ma perchè i giovani non hanno memoria?” riportò le parole di Seneca, “Memoria beneficiorum fragilis”: labile il ricordo dei benefici ricevuti.
Architetto, noi le promettiamo di ricordarci dei benefici ricevuti e che vogliamo trasmettere a nostra volta ai nostri figli e nipoti, affinch?le sue esortazioni non cadano nel vuoto e la sua parola, pregna di Fede e di Patria, sia sempre viva in noi e ci esorti ad essere sempre pronti a difenderle entrambe, anche a costo della vita.
Ed alla prossima manifestazione del IV novembre, saremo tutti presenti, Dio volendo, sul piazzale davanti alle Scuole dedicate da Gignese “Ai suoi prodi”, per rispondere al tradizionale appello dei combattenti deceduti: ”Maggiore Fernando Zanda... Presente!”
                                                                                   giti

Si può ricordare “l’architetto”, nostro Capo Gruppo dal 6 giugno 1963, in tanti modi. Ripercorrere la sua vita da quando giovane studente di Architettura al Brera, appena passato il primo anno, venne arruolato per il Corso di Allievi Ufficiali ad Aosta e quindi mandato sul fronte Yugoslavo con l’Intra. Da la tornerà a casa, con due medaglie al valor Militare, a guerra finita.  


Anni di sofferenze, fame e fatiche, il tremendo agosto del ’44 sul Durmitor, passati in compagnia dei suoi alpini, e del suo comandante Ravnich, con cui condivise fatti di estrema gravità e di cui ebbe una stima imperitura.
Il riprendere gli studi con alacrità per recuperare gli anni perduti e poi nel settembre del ‘48 il matrimonio con la signora Elisa.
Oppure per i vari appuntamenti cui non mancava mai: Feste Alpine, Adunate Nazionali e Sezionali, Raduni di Reduci, manifestazioni del 4 Novembre, il Nastro azzurro e per i suoi discorsi, mai fatti di parole vane.
Penso però sia più adeguato e bello riportare il breve saluto che il nipote Roberto Rescalli ha fatto durante la messa a Gignese.
“Questo é uno di quei giorni che si vorrebbe non arrivassero mai. Don Giorgio e Loredana (vicesindaco di Gignese) hanno gi?detto molto bene e affettuosamente tutto quello che si doveva dire in questa veramente triste circostanza.
Tuttavia mi sento di aggiungere qualche breve riflessione su Fernando, lo zio Nando.
Se é vero che ogni esistenza umana é un patrimonio inestimabile di esperienze, di azioni e intenzioni, di affetti, dolori, gioie, di passioni insomma che non dovrebbero mai e in nessun caso andare disperse, ebbene tu, zio Nando, di tutto questo ci hai trasmesso molto.
Penso, fra tutte nel tempo, ad una immagine che mi porto dentro di te, divenuto ormai fragilissimo e accompagnato, che all’ultima nostra festa alpina cercavi di dare un tocco in più di allegria a noi che lavoravamo. Per questo ci mancherai, zio Nando.
Mancherai a me personalmente perché da quando ragazzo mi avevi “preso in forza” come tutore hai accompagnato a distanza e come esempio – con la tua discrezione vigile e il tuo modo affettuoso – alcune delle scelte importanti e decisive della mia vita (la scelta della facoltà universitaria, quella di essere un ALPINO, un certo modo di vivere…).
Ma questa potrebbe essere in fondo solo una storia personale e un bel rapporto tra due uomini. Hai fatto di più Mancherai molto agli Alpini perché negli anni sei stato la testimonianza viva e incrollabile di quello che gli uomini soldati Alpini (e non solo) della tua generazione hanno patito negli anni della seconda guerra mondiale. Quello che hanno vissuto i ragazzi friulani della Julia al ponte di Perati, della Tridentina (e non solo) a Nicholajewka, i ragazzi del Lago Maggiore sulle montagne della Jugoslavia, con l’Intra tu l’avevi visto ed hai voluto che non andasse perso. Ma c’è ancora di più.
Credo che soprattutto ci mancherai perché hai voluto tenacemente, ostinatamente e in modo sereno, quasi con dolcezza, essere il riferimento fermo e costante per noi di quello che, nei momenti delle scelte, era giusto e onorevole fare. Ciao, zio Nando, e ...grazie.”
Chi ha avuto la fortuna e la gioia di condividere con lui alcuni momenti, capisce che le parole di Roberto non sono formali, benì un programma.
                                                                                                                                                          
    t.v.
 


 

           ELEZIONE DEL NUOVO CAPO GRUPPO 

Giovedì 24/04/2008 si é tenuta presso la sede del Gruppo Alpini di Gignese, in via
Golf Panorama, l'elezione del nuovo Capo Gruppo.
Dopo una breve commemorazione, da parte del segretario Tondina,sulla figura dello
scomparso recentemente Arch. Zanda,che ha tenuto unito il gruppo fin dagli anni '60 e
che a Lui 
tanto si deve per i suoi insegnamenti sempre disinteressati,si é passati all'elezione
del nuovo Capo Gruppo. La scelta dell'assemblea é caduta sul nostro socio Arch.
Roberto Rescalli' nipote dello scomparso Zanda ex S.ten.
della Brigata Alpina Cadore  alpini a Belluno che ha accettato.
Breve discorso di rito da parte del neo Capo gruppo, sottolineando che, l'eredita di
intenti e di spirito lasciata dallo scomparso zio Nando non sarà facile da portare
avanti ma che, con la collaborazione di tutti indistintamente, alpini e amici degli
alpini, cercherò di farcela.
Fine della serata alla maniera alpina e....tutti in branda.
                            
joe 
 

                                                                                      

 

  Arma di Fanteria Gli Alpini
 

Su progetto del Capitano Giuseppe Perrucchetti viene istituito con R.D. 15 ottobre 1872 il Corpo degli Alpini per preparare truppe destinate alla difesa dei confini montani. Vengono formate 15 compagnie che aumentano a 36, ripartite in 10 battaglioni, nel 1878. Costituiti nel 1882 i primi reggimenti, questi divengono 7 per complessivi 22 battaglioni nel 1887; il battesimo del fuoco avviene alla battaglia di Adua (1° marzo 1896). Durante la guerra 1915-18 (Prima Mondiale), formato l'8° reggimento nel 1909, il Corpo comprende 88 battaglioni riuniti in 20 gruppi, 9 raggruppamenti e 4 divisioni. Terminato il conflitto rimangono in vita otto reggimenti ai quali si unisce il 9° costituito nel 1919. Con l'ordinamento 1926 si formano tre comandi di brigata, poi quattro nel 1933,


trasformati in Divisioni nel 1935. Sempre nel 1935 sono costituiti l'11° ed il 12° reggimento (questo soppresso l'anno successivo) ed una 5^ Divisione.

Nel corso del secondo conflitto mondiale le divisioni salgono a sei, sciolte poi nel settembre 1943. Presenti nella guerra di liberazione con i battaglioni "Piemonte" e "Abruzzi" (poi "L'Aquila"), gli alpini ricostituiscono le loro unità su cinque brigate (Julia, Taurinense, Cadore, Orobica e Tridentina), gradualmente ridotte alle Brigate Julia, Taurinense e Comando Divisione Tridentina.
 Attualmente i reggimenti sono 8 e le loro Bandiere sono decorate di 9 Croci di Cavaliere dell'O.M.I., 9 Medaglie d'Oro, 22 Medaglie d'Argento, 5 Medaglie di Bronzo ed 1 Croce di Guerra al Valor Militare, di 2 Medaglie di Bronzo al Valore dell'Esercito, 1 Medaglia d'Oro ed 1 di Bronzo al Valor Civile ed 1 Croce d'Argento ed 1 al Merito dell'Esercito.



 

 

ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI

GRUPPO DI GIGNESE     
 

da Genesium anno 1978 n°1
 

 

Sabato 21 gennaio si è tenuta la consueta riunione annuale del Gruppo di Gignese per l'elezione del Consiglio e il resoconto delle attività svolte durante il 1977. Il capogruppo apriva così la seduta:

« Ringrazio gli intervenuti e specialmente quegli amici che sempre collaborano con tanta volontà. Permettetemi ora, prima di passare alle varie relazioni e interventi, di ricordare i nostri alpini scomparsi durante l'anno. Il caro Van De Gaudenzi che rammentiamo ognora partecipe e fattivo ad ogni nostra manifestazione. Allesina Battista di Vezzo che immaturamente ci ha lasciato. Infine l'amico Meda la cui dipartita risale a pochi giorni or sono. Col Carletto, in Montenegro, abbiamo appartenuto allo stesso reparto e ricordo che nei nostri incontri non tralasciava mai di rivolgere un pensiero alla sua casa, alla sua gente, alla sua terra, al cimitero ove riposava la sua mamma e dove ora ha ritrovato i suoi cari. Le manifestazioni di sezione e nazionali sono pienamente riuscite, anche noi abbiamo cercato di organizzare la nostra festa di gruppo, certo è sempre laborioso e difficile attuare questi programmi; ma una cosa è certa: solo nel nostro raduno abbiamo visto sventolare il tricolore. Sarebbe superfluo ripetere cose più volte dette, ma i fatti lo rendono doveroso: in tutti i paesi del mondo sventola sempre la bandiera nazionale, e non solamente in occasione di festività. Da noi questo non avviene, da noi sventolano le bandiere, non certo italiane, alle feste di partito. Neppure la « Pro Loco » o altri enti, nelle loro numerose manifestazioni, si sono ricordati di esporre il tricolore.

Un altro doveroso invito devo fare a tutti gli alpini del gruppo affinchè partecipino più numerosi alla cerimonia del 4 novembre. Anche la banda, della quale fanno parte alpini ed ex combattenti, dovrà essere presente per onorare i nostri morti e per ricordare il più significativo avvenimento storico della nostra Patria. Amici, teniamo sempre presenti che gli Alpini hanno per (scopo il bene di tutti e quando è necessario accorrono dove ci sono bisognosi (vedi Friuli e alluvioni Liguria-Piemonte) per testimoniare fraternità ed amore senza distinzioni di parte, per onorare degnamente, i caduti, la penna, la bandiera.

Ricordiamo, amici, che in questo momento l'Italia ha tanto, tanto bisogno di Italiani ».

Dopo il capogruppo prendevano la parola:

— il tesoriere Manni, che sottoponeva all'assemblea il rendiconto-spese;

— il segretario fondina, che effettuava alcune precisazioni sulla festa annuale;

— il socio Storia, che proponeva d'innalzare la bandiera dietro il cippo degli Alpini prospiciente il cimitero, ogniqualvolta vengono tributate esequie a coloro che appartengono alle forze armate.

Infine, dopo l'elezione del consiglio, che veniva così composto: Architetto Fernando Zanda, Capo Gruppo - Valeriano Tondina, Segretario - Giovanni Manni, tesoriere - Ceschetti, Giop A., Grassi, Lilla, Ricci M., Strola P., si decide all'unanimità di effettuare la festa nel mese di luglio con la partecipazione della banda, degli alpini e di tutti coloro che vedono nelle penne nere un simbolo d'italianità.

                                                                                                                                                F. Z.


 

ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI

GRUPPO DI GIGNESE
 

da Genesium anno 1979 n° 1
 

Sabato 3 marzo si è svolta l'annuale assemblea. Prendeva così la parola il capo gruppo: «Ringrazio gli intervenuti e tutti coloro che si adoperano per il gruppo di Gignese. Ma per prima cosa permettetemi di ricordare i nostri morti, e in special modo gli amici che durante l'anno ci sono mancati. Il caro Serafino Strola, sempre presente ad ogni nostra iniziativa, sempre carico di volontà e di ardore alpino, a lui si deve la felice idea di sistemare accanto il nostro piccolo monumento, l'asta per la bandiera, affinchè,... ci disse quella volta, ogni nostro fratello potesse essere salutato dal tricolore durante l'ultimo viaggio. Pure per lui è salita la bandiera a mezz'asta, per lui alpino e galantuomo. Ricordiamo con grande commozione anche Pinuccio Giop che ci ha abbandonato ad un'età nella quale è troppo bello vivere. Al padre, nostro benemerito associato e alla inconsolabile madre, vada ancora il nostro più sentito cordoglio.

Le manifestazioni del '78, sia in campo nazionale che sezionale sono pienamente riuscite e quest'anno a Roma ci troveremo ancora in molti per il raduno nazionale. Anche la festa del nostro gruppo ha avuto successo e in futuro sarà nostro compito contenere ulteriormente le .spese tenendo sempre presente che uno degli scopi della nostra associazione è quello di risparmiare qualche soldo per poter compiere opere di bene, opere anche modeste ma che testimoniano la solidarietà e la fraternità degli alpini. Concludo invitando tutti a rimanere uniti, a metter da parte ogni inevitabile piccola controversia, a collaborare con l'associazione con senso del dovere ed autentica amicizia. Alpini ricordate, l'ho detto anche l'anno scorso e lo' ripeto... l'Italia ha tanto bisogno di Italiani ».

Seguiva l'intervento del tesoriere Manni che illustrava in modo chiaro le spese e incassi avvenuti durante il '78. Impostava poi, con il segretario Tondina l'organizzazione per la festa del '79, che dall'assemblea veniva fissata il 22 luglio. Infine si procedeva ad eleggere il nuovo consiglio che come lo scorso anno, risultava così composto: Capo gruppo Zanda; segretario Tondina V.; tesoriere Manni; consiglieri Ceschetti., Giop A, Grassi, Lilla, Ricci M., Strola P.
                                                                                                                                              
 F. Z.

 


 

ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI

GRUPPO DI GIGNESE
 

da Genesium anno 1983 - Giugno
 

 Abbiamo ritenuto cosa giusta riportare sul bollettino la preghiera dell'Alpino, pensando all'Associazione degli Alpini presente presso la nostra comunità di Gignese. E' una preghiera che viene recitata ogni volta che gli amici alpini si ritrovano per un incontro nelle loro feste tradizionali o per circostanze funebri della morte di un loro commilitone. Gli alpini difatti hanno sempre dimostrato una fedeltà ai principi considerati fondamento della vita: la fede in Dio, l'amore per la patria e l'amicizia.
Anche quest'anno gli Alpini celebreranno a Gignese la tradizionale festa dell'Associazione, richiamando amici e simpatizzanti da tutti i paesi della zona. Noi, comunità e

 

 don Virgilio parroco, esprimiamo ogni augurio agli amici Alpini con l'impegno di partecipare alla loro festa con calore e sentimenti di simpatia. Inoltre facciamo pubblica petizione al signor Sindaco e alla spett. Amministrazione Comunale perché sia risolta ogni difficoltà al riguardo, affinchè la festa degli Alpini sia compiuta nel luogo tradizionale e con tutte le garanzie dovute secondo il metodo svolto da diversi anni. A causa di divergenze e soprusi sorti da parte di gruppi politici che poco interesse suscitano presso la maggioranza del paese, non si vuole che venga coinvolta una manifestazione folkloristica locale molto stimata dalla gente e dalla nostra Comunità.

Preghiera dell'Alpino
Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai, su ogni
balza delle Alpi ove la Provvidenza ci ha posto a
baluardo fedele delle nostre contrade, noi,
 purificati dal dovere pericolosamente compiuto,
eleviamo l'animo a Te , o Signore, che proteggi
le nostre mamme, le nostre spose, i nostri figli
e fratelli lontani, e ci aiuti ad essere degni
delle glorie dei nostri avi.
Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi,
salva noi, armati come siamo di fede e di amore.
Salvaci dal gelo implacabile,dai vortici della
tormenta, dall'impeto della valanga, fa che il nostro
piede posi sicuro su le creste vertiginose, su le
diritte pareti, oltre i crepacci insidiosi, rendi forti
le nostre armi contro chiunque minacci la nostra
patria, la nostra bandiera, la nostra millenaria
civiltà cristiana.
tu, Madre di Dio, candida più della neve, tu
che hai conosciuto e raccolto ogni sofferenza e
ogni sacrificio di tutti gli alpini caduti, tu che conosci e raccogli ogni anelito e ogni speranza
di tutti gli alpini vivi ed in armi. Tu benedici e
sorridi ai nostri battaglioni e ai nostri gruppi.
Così sia.

 


 

alpini davanti al monumento

ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI

GRUPPO DI GIGNESE
 

da Genesium anno 1983 n° 3
 

 

Quest'anno la festa degli Alpini si proponeva due scopi: il primo era quello di donare all'ambulatorio di Gignese, con il ricavato della manifestazione, un'apparecchiatura medica; il secondo riguardava la promessa e l'impegno assunti da tutto il gruppo durante il funerale del caro amico Natale De Gaudenzi, i! quale aveva espresso il desiderio di poter ancora ammirare la cappellina del Sciaré, che da anni era stata completamente nascosta dal bosco. I giovani del gruppo, spronati dal ricordo e dall'esempio dello scomparso si sono prodigati oltre misura per realizzare l'opera diradando piante ed arbusti e l'Alpino pittore Mario Ricci completava il lavoro col restauro della cappellina. Alla sera di venerdì 18 luglio, la  montagna del  Sciare  si riempiva così di fiaccole e tutto il paese partecipava alla festosa

 

  

 cerimonia che la Banda del Mottarone accompagnava con musiche alpine. La festa continuava il sabato; e domenica, dopo la S. Messa al campo celebrata dall'Arciprete don Virgilio dopo la deposizione di corone ai cippi dei caduti e le doverose parole di ringraziamento e di saluto la cerimonia si concludeva con canti, suoni e degustazione di eccellenti cibi che l'abilissimo cuoco Tendina aveva preparato nell'accogliente posto di ristoro lungo la strada del golf.

Queste nostre feste, caratterizzate da sereni momenti di autentica fraternità e allegria, hanno però un significato ben più profondo, poiché vogliono ricordare a tutti che per nostra grande fortuna ci sono ancora dei Cristiani, ancora degli Italiani, ancora degli Alpini.

F. Z.


 

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ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI

GRUPPO DI GIGNESE     
 

da Genesium anno 1984 n°3
 

 Quest'anno la nostra festa ha assunto particolare significato per il gemellaggio avvenuto con il gruppo di Croviana della sezione di Trento. Gli amici trentini, giunti la sera di sabato, si sono incontrati con noi per la cena, preparata con gusto dai nostri valentissimi cucinieri al Pian del Golf, in una atmosfera di amicizia e di fraternità alpina. Nonostante il protrarsi dei festeggiamenti fino a notte inoltrata, al mattino della domenica tutti puntuali ci siamo presentati nel luogo stabilito per il ritrovo, ove la manifestazione prendeva avvio con la sfilata, con la deposizione di corone al Parco Rimembranze e al monumento all'Alpino e con la benedizione impartita dall'arciprete don Virgilio.
Uno scambio di doni faceva seguito alle parole di saluto indirizzate dai rappresentanti di gruppo e dai Sindaci dei rispettivi Comuni di. Croviana e di Gignese. Oltre le persone citate erano presenti: il vice Presidente della Provincia, il Maresciallo dei Carabinieri di Stresa; i labari della sezione di gruppo la

 banda musicale del Mottarone con il suo Presidente e tanti alpini che uniti Trento di Omegna e di Intra 25 gagliardetti  alla popolazione hanno partecipato alla significativa cerimonia.
Il corteo ha poi raggiunto la Parrocchiale dove veniva celebrata la S. Messa; al Vangelo don Virgilio con appropriate parole poneva in raffronto il sacrificio del patrono san Desiderio, del quale ricorreva la festa, con il sacrificio di tante penne nere che hanno offerto la propria vita per gli ideali umani della libertà.
Ma il fatto più importante emerso da questo incontro e da queste giornate trascorse insieme, riguarda un grande insegnamento di solidarietà cristiana.
 Infatti la vicenda di Renato Ricci (figlio di un nostro iscritto) che ora risiede con la famiglia a Croviana, ha destata in tutti noi profonda commozione, inducendoci ad una meditata riflessione, lì bravo Renato causa una caduta accidentale alla quale non fu dato peso, a soli 25 anni è stato costretto in una carrozzella. Sono trascorsi sette anni da quel giorno e gli


 

amici di Croviana lo curano, gli stanno vicino, lo accompagnano ad ogni manifestazione piccola o grande che sia (lo condussero anche a Roma dal Papa);
insomma non a parole ma coi fatti si comportano da veri fratelli.
A sua volta Renato, con l'esempio, infonde loro fiducia e speranza, e nonostante la sua dura condizione di sofferenza è tra i primi ad organizzare e ad attuare opere di bene e di solidarietà; è lui che attira attorno a sé ed alla sua esemplare famiglia gli Alpini di Croviana, con uno spirito d'altruismo che ci lascia stupefatti per la carica prodotta da una forza interiore alimentata certamente da una grande fede.
Mentre Renato passava in corteo per le strade di Gignese, la gente, che lo ricordava ragazzo pieno di vigore, si è affacciata alle porte ed ai balconi e con le lacrime agli occhi ha voluto testimoniare, con un cenno di saluto, comprensione e riconoscenza per quell'insegnamento di amore, di fiducia e di speranza che con la più grande umiltà l'amico Ricci ci ! ha regalato.
                 
                         
 F. Z.

 



monumento a Croviana

 

 

 

 

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